Crinale appenninico tosco-emiliano con Monte Cimone e foreste secolari

Trekking in Emilia-Romagna: i 5 sentieri imperdibili 2026

Scopri 5 trekking imperdibili in Emilia-Romagna: Monte Cimone, Foreste Casentinesi, Corno alle Scale. Difficoltà, dislivelli e consigli pratici appenninici.

Aggiornato il 23 maggio 2026

L’Emilia-Romagna è una delle regioni più verdi d’Italia, con 2 Parchi Nazionali, 1 parco interregionale, 14 Parchi Regionali e 15 riserve naturali. La regione offre una straordinaria diversità di paesaggi ed esperienze di trekking, dal livello del mare fino alle vette più alte dell’Appennino Settentrionale che superano i 2.100 metri. Con quasi 7.000 km di sentieri tracciati, l’Emilia-Romagna è un patrimonio escursionistico inestimabile. In questa guida trovate 5 itinerari testati, dalla giornaliera al grande appennino, con consigli pratici per la preparazione e la stagionalità.

Perché scegliere l’Emilia-Romagna per il trekking?

L’Emilia-Romagna presenta una varietà eccezionale di paesaggi: dall’Appennino Tosco-Emiliano con vette che superano i 2.100 m (Monte Cimone 2.165 m, Monte Cusna 2.121 m), alle Foreste Casentinesi di natura incontaminata al confine con la Toscana, dal Corno alle Scale con i suoi dolci pendii al Delta del Po, una delle zone umide più importanti d’Europa.

Il crinale appenninico dell’Emilia-Romagna segna il confine tra il clima e i paesaggi continentali europei e quelli mediterranei. Questa posizione unica favorisce una biodiversità eccezionale, habitat di tantissime specie tra cui lupo, aquila reale, cervo, falco pellegrino. Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi sono tra le aree protette più importanti d’Italia.

I 7.000 km di sentieri tracciati offrono esperienze per tutti i livelli: dalla giornaliera familiare alle traversate appenniniche di più giorni. Il clima è ideale per il trekking da maggio a ottobre in montagna, con l’autunno spettacolare per il foliage delle faggete casentinesi.

I 5 trekking imperdibili in Emilia-Romagna

Ecco i cinque itinerari simbolici del trekking appenninico emiliano-romagnolo. Coprono uno spettro che va dal “tetto della regione” (Monte Cimone) ai sentieri carsici dei Gessi Romagnoli, dalle foreste secolari delle Casentinesi ai laghi glaciali dell’Alta Val Parma.

1

Monte Cimone: Il tetto dell'Appennino Settentrionale

difficile
Vetta del Monte Cimone con stazione meteorologica e panorama appenninico

📍 Localizzazione : Appennino Modenese, Parco del Frignano (MO)

Caratteristiche

Quota
2.165 m (vetta più alta)
Partenza
Lago della Ninfa
Durata
Giornata intera
Sentieri CAI
447, 445

Cosa si vede

Panorami che sembrano usciti dal Signore degli Anelli. Dalla vetta si spazia dalla Val Padana al Mar Tirreno. Paesaggi alpini con il 'Piccolo Orizzonte del Monte Cimone' e la stazione meteorologica in vetta (storica).

Consigli pratici

Richiede buon allenamento. D'inverno è una rinomata stazione sciistica dell'Appennino Tosco-Emiliano. Stagione estiva ottimale: giugno-settembre. Accesso al Lago della Ninfa via Fanano-Sestola. Partenza all'alba consigliata in estate.

2

Foreste Casentinesi: Sorgenti dell'Arno e Lago degli Idoli

medio
Foreste secolari di faggio e abete nelle Foreste Casentinesi appenniniche

📍 Localizzazione : Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (FC)

Caratteristiche

Partenza
Castagno di Sant'Andrea
Cime
Monte Falterona, Monte Falco (1.658 m)
Difficoltà
medio
Percorso
Alta Via dei Parchi (Tappa 21)

Cosa si vede

Uno degli angoli di natura più suggestivi della penisola. **Sorgenti del fiume Arno**, **Lago degli Idoli** (importante sito archeologico casentinese), faggete millenarie, acquitrini d'alta quota. Dal Monte Falco si ammira il Casentino e la Romagna in un colpo d'occhio.

Consigli pratici

Percorso attraverso boschi cosparsi di massi fino alla Gorga Nera, proseguendo oltre lo spartiacque. Possibile breve deviazione per il Monte Falterona. Stagione maggio-ottobre, autunno spettacolare per il foliage. Patrimonio UNESCO delle faggete antiche.

3

Corno alle Scale: Anello Panoramico

medio
Crinale del Corno alle Scale e Passo dello Strofinatoio nell'Appennino bolognese

📍 Localizzazione : Parco del Corno alle Scale (BO)

Caratteristiche

Quota
1.945 m
Durata
Giornata intera
Sentieri CAI
329, 129, 335
Difficoltà
medio-facile

Cosa si vede

I dolci pendii al confine tra Toscana ed Emilia-Romagna offrono panorami sul crinale appenninico. Il famoso **Anello del Corno** conduce attraverso paesaggi suggestivi fino al **Passo dello Strofinatoio** (1.847 m). Possibile estensione all'Alta Via dei Parchi.

Consigli pratici

Ideale per sciatori principianti d'inverno e per ciaspolatori. Richiede buona preparazione fisica nonostante la classificazione medio-facile. Stagione maggio-ottobre per il trekking estivo. Accesso da Lizzano in Belvedere.

4

Laghi e Torbiere dell'Alta Val Parma

medio
Laghi glaciali e torbiere dell'Alta Val Parma nel Parco Nazionale Tosco-Emiliano

📍 Localizzazione : Appennino Parmense, Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano (PR)

Caratteristiche

Quota media
1.500 m
Partenza
Rifugio Lagoni (1.341 m)
Sentieri CAI
719, 715, 711
Difficoltà
medio

Cosa si vede

Quattro laghi e torbiere uniche a queste latitudini, spaccato del paesaggio glaciale appenninico. Anello intorno al **Monte Scala** tra campi di mirtilli, antichi terreni da pascolo e strutture estive storiche. Possibile variante del **Monte Matto** (CAI 715A) con mulattiera secolare verso il Passo di Badignana (1.680 m).

Consigli pratici

Territorio storico frequentato da pastori e commercianti. Stagione maggio-ottobre. Pernottamento possibile al Rifugio Lagoni. Mulattiere ben conservate. Ottima per fotografia naturalistica all'alba e al tramonto.

5

Monte Mauro: Anello dei Gessi Romagnoli

difficile
Crinale gessoso del Monte Mauro nel Parco della Vena del Gesso Romagnola

📍 Localizzazione : Parco della Vena del Gesso Romagnola (RA)

Caratteristiche

Distanza
11 km
Durata
circa 7 ore
Sentieri CAI
511, 513
Difficoltà
medio-difficile

Cosa si vede

Il crinale gessoso tra **Monte della Volpe** e **Monte Mauro** in uno dei territori carsici più importanti della regione. Grotte tra le più rilevanti e difficili dell'Emilia-Romagna, paesaggi geologici unici, alternativa più facile con il **Cammino di Sant'Antonio**.

Consigli pratici

Prestare particolare attenzione per la presenza di crepacci e grotte non segnalate. Evitare in caso di pioggia per la particolare conformazione del terreno gessoso scivoloso. Calzature con suole antiscivolo indispensabili. Stagione ottimale: primavera e autunno.

Altri sentieri da scoprire in Emilia-Romagna

Per chi cerca percorsi alternativi, segnaliamo il Monte Cusna (2.121 m), seconda vetta dell’Appennino Settentrionale, con la croce “del Gigante” in vetta e roccette esposte nell’ultimo tratto (CAI 615, 607, partenza Rifugio Battisti). I Sassi di Roccamalatina sono un anello facile-medio nel Parco Regionale omonimo, con guglie di arenaria che si ergono imponenti nel paesaggio collinare modenese.

Le Salse di Nirano offrono un fenomeno geologico raro: emissioni di fango freddo e salato che creano piccoli vulcani, con sentieri attrezzati ed ecomuseo. Il Monte Bibele è un’area archeologica celtica nell’ambito del progetto BomArt, unendo archeologia e land art in 100 km di percorsi.

Per le zone umide e il birdwatching: Parco del Delta del Po (60.000 ettari, fenicotteri rosa, itinerari pianeggianti per famiglie), Valli di Comacchio (saline, casoni storici), Diga di Ridracoli nel cuore dell’Appennino forlivese-cesenate con possibilità di trekking, e-bike, canoa ed eco-battello.

Informazioni pratiche per il trekking in Emilia-Romagna

Come arrivare e trasporti

La regione è ben servita da strade statali e autostrade (A1 Milano-Roma, A14 Bologna-Bari, A22 del Brennero per il versante modenese). I principali centri di partenza sono raggiungibili in auto. Per il Parco delle Foreste Casentinesi: accesso da Forlì o da Firenze via Stia. Per il Monte Cimone: accesso da Modena via Fanano-Sestola. Per il Parco della Vena del Gesso: accesso da Imola o Faenza. La rete ferroviaria serve i principali centri (Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Forlì), poi autobus locali verso le valli.

Dove dormire e rifugi

Rifugi storici disponibili: Rifugio Battisti (Cusna), Rifugio Lagoni (Alta Val Parma), numerosi rifugi CAI lungo i percorsi appenninici. Centri visite presenti nei principali parchi con servizi informativi e didattici. Le stazioni sciistiche (Cimone, Corno alle Scale, Cerreto Laghi) diventano d’inverno comprensori sciistici con servizi completi e, d’estate, base ideale per il trekking. Agriturismi diffusi nelle valli emiliane e romagnole.

Sicurezza e segnaletica

Tutti i sentieri sono tracciati e numerati secondo gli standard CAI con segnavia bianco-rossi. Numerose associazioni offrono accompagnamento: CAI locali, Romagnatrekking, Baite e Vette. Il Soccorso Alpino Emiliano è attivo 24h sul 118 (o numero unico 112). App consigliate: Web App della Rete escursionistica Emilia-Romagna (oltre 7.000 km mappati), Komoot, Geoportale CAI. Verificare sempre le condizioni meteorologiche, specialmente per le vette più alte.

Consigli per preparare il tuo trek

Equipaggiamento essenziale

Servono scarponi da trekking per terreni vari, da roccia calcarea a sentieri fangosi appenninici, con suole antiscivolo per i gessi romagnoli. Abbigliamento a strati per le notevoli escursioni termiche con il cambio di quota. Copricapo e protezione solare alle quote elevate del Cimone e del Cusna. Borraccia capiente (almeno 1,5 L), fonti d’acqua disponibili presso i rifugi. Per la Vena del Gesso: torcia per le grotte. Per il Cimone e il Cusna: bastoncini telescopici.

Sicurezza in montagna

Particolare attenzione nelle aree gessose per crepacci e grotte non segnalate. Molte vette appenniniche sono innevate da novembre ad aprile: necessari ramponcini in tarda stagione. Rispetto per lupi, cervi e altra fauna appenninica: distanze adeguate, niente cibo. Sul Cimone: controllo del meteo per via dei temporali pomeridiani estivi. Informare sempre qualcuno dell’itinerario, soprattutto sui percorsi meno frequentati delle Foreste Casentinesi.

Rispetto dell’ambiente

L’Emilia-Romagna ospita 2 Parchi Nazionali (Appennino Tosco-Emiliano e Foreste Casentinesi), parchi regionali e numerose riserve naturali. Rispettare i regolamenti dei parchi: niente raccolta di flora protetta, niente disturbo della fauna, divieto di campeggio fuori dalle aree autorizzate. Mantenere distanze nelle zone di transizione climatica con flora e fauna particolarmente sensibili. Riportare tutti i rifiuti a valle.

Quando andare: la stagionalità del trekking in Emilia-Romagna

In primavera (aprile-giugno) i sentieri di media quota e le faggete iniziano la stagione, con fioriture spettacolari, ma le vette sopra i 1.800 m possono essere ancora innevate. L’estate (giugno-settembre) è la stagione ideale per Cimone, Cusna, Foreste Casentinesi e Corno alle Scale: rifugi aperti, sentieri liberi. Attenzione al caldo sui crinali esposti. L’autunno (settembre-novembre) regala il foliage spettacolare delle faggete casentinesi UNESCO e affluenza ridotta. La Vena del Gesso è ottima in autunno per le condizioni di terreno asciutto. In inverno (dicembre-marzo), il trekking lascia spazio a ciaspolate e sci-alpinismo sulle stazioni di Cimone e Corno alle Scale. Il Delta del Po resta accessibile tutto l’anno.

Conclusione: trekking in Emilia-Romagna, la tua prossima avventura

L’Emilia-Romagna rappresenta una destinazione di trekking straordinariamente varia, che unisce l’alta montagna appenninica alle zone umide più importanti d’Europa. Dal Monte Cimone, “tetto della regione”, fino alle tranquille passeggiate nel Delta del Po, questa regione offre esperienze per tutti i livelli. La sua posizione climatica di transizione crea ecosistemi unici e una biodiversità eccezionale. I quasi 7.000 km di sentieri tracciati costituiscono un patrimonio storico-naturalistico inestimabile, mantenuto vivo dall’incessante lavoro dei CAI locali. Scegliete l’itinerario adatto alla vostra esperienza e lasciatevi conquistare. Buon cammino.

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per fare trekking in Emilia-Romagna?

La stagione ideale va da maggio a ottobre per l'alta montagna. Il Delta del Po è visitabile tutto l'anno grazie al clima mite. L'autunno è spettacolare per i colori delle faggete casentinesi e per il Parco della Vena del Gesso.

Quale sentiero è più adatto per principianti?

I Sassi di Roccamalatina e le escursioni nel Delta del Po sono ideali per chi inizia. Anche l'anello di Corno alle Scale, pur richiedendo preparazione, è classificato medio-facile e adatto a chi ha un minimo di esperienza.

Servono particolari permessi per i sentieri?

No, tutti i sentieri CAI sono liberamente percorribili. Solo alcune aree protette richiedono il rispetto di regolamenti specifici (orari di accesso, divieto di campeggio). Web App della Rete escursionistica Emilia-Romagna per gli aggiornamenti.

Come orientarsi sui sentieri?

Utilizzare la Web App della Rete escursionistica Emilia-Romagna, cartografia CAI e GPS. Tutti i sentieri sono segnalati con la numerazione CAI standard, segnavia bianco-rossi.

È possibile fare trekking con bambini?

Sì. Il Delta del Po e le zone pianeggianti sono perfette per famiglie. Per la montagna, percorsi come i Sassi di Roccamalatina o le zone intorno ai rifugi appenninici sono adatti a bambini abituati a camminare.

Quale attrezzatura specifica serve per i gessi romagnoli?

Per il Parco della Vena del Gesso prestare particolare attenzione alle calzature (suole antiscivolo) ed evitare il percorso in caso di pioggia. Portare sempre torcia per eventuali esplorazioni guidate delle grotte.