Arco naturale e mare cristallino di Cala Goloritzé sul Golfo di Orosei in Sardegna

Trekking in Sardegna: i 5 sentieri imperdibili nel 2026

Scopri 5 trekking imperdibili in Sardegna: Cala Goloritzé, Gorropu, Selvaggio Blu, Gennargentu. Sentieri tra canyon, calette e montagne dell'isola.

Aggiornato il 23 maggio 2026

La Sardegna non è soltanto mare e spiagge paradisiache: è un continente in miniatura che racchiude montagne selvagge, canyon profondi, foreste antiche e cammini che si affacciano su un mare turchese. L’escursionismo in Sardegna è un viaggio che unisce la bellezza primordiale della natura alla storia millenaria dei nuraghi, ai borghi sospesi nel tempo e a una cultura autentica. Dalla Gola di Gorropu (il canyon più profondo d’Italia, pareti fino a 500 m) al leggendario Selvaggio Blu, in questa guida trovate 5 itinerari testati per ogni livello.

Perché scegliere la Sardegna per il trekking?

La Sardegna offre una varietà paesaggistica unica: in poche ore si passa dalle cime del Gennargentu alle spiagge bianche della costa orientale, dai boschi di lecci e corbezzoli alle scogliere granitiche della Gallura. La rete sentieristica permette percorsi per ogni livello: facili camminate costiere, escursioni di media difficoltà tra canyon e foreste, fino a itinerari leggendari come il Selvaggio Blu, spesso definito il trekking più difficile d’Italia.

Storia e archeologia a cielo aperto: nuraghi, domus de janas, villaggi abbandonati, antichi cammini dei pastori. La Sardegna è un’enorme archeologia all’aperto con oltre 7.000 nuraghi censiti. Esperienze sensoriali uniche: il profumo del mirto lungo i sentieri, il silenzio delle gole, i panorami infiniti sul mare.

Lontano dalle mete turistiche più affollate, il trekking in Sardegna diventa un ritorno alla natura più pura. Tre aeroporti (Cagliari, Olbia, Alghero) facilitano l’accesso, ma una volta sull’isola l’auto è indispensabile per raggiungere i punti di partenza.

I 5 trekking imperdibili in Sardegna

Ecco i cinque itinerari simbolici del trekking sardo. Coprono uno spettro che va dalla iconica Cala Goloritzé alla vetta più alta dell’isola, dalle gole più profonde d’Italia al leggendario Selvaggio Blu.

1

Cala Goloritzé: Golfo di Orosei

medio
Spiaggia bianca e arco naturale di Cala Goloritzé sul Golfo di Orosei

📍 Localizzazione : Golfo di Orosei, Baunei (NU)

Caratteristiche

Lunghezza
circa 7 km A/R
Difficoltà
medio
Ambiente
falesie, mare cristallino
Patrimonio
monumento naturale

Cosa si vede

Un classico intramontabile: il sentiero conduce alla celebre spiaggia di **Cala Goloritzé**, monumento naturale d'Italia. **Archi naturali**, falesie calcaree, acque trasparenti tra le più belle del Mediterraneo. Vista sul Golfo di Orosei dichiarato 'Spiaggia più bella d'Europa'.

Consigli pratici

Portare **molta acqua** e scarpe adatte, soprattutto in estate. Tratti in discesa e risalita su roccia. Stagione: aprile-giugno e settembre per evitare la folla estiva. Accesso da Baunei (parcheggio a pagamento al punto di partenza).

2

Gola di Gorropu: Il canyon più profondo d'Italia

difficile
Pareti verticali di 500 m della Gola di Gorropu nel Supramonte

📍 Localizzazione : Gola di Gorropu, Supramonte (NU)

Caratteristiche

Lunghezza
10 km circa
Pareti
fino a 500 m
Difficoltà
medio-impegnativo
Stagione
primavera, autunno

Cosa si vede

**Il canyon più profondo d'Italia** e tra i più spettacolari d'Europa. **Pareti alte fino a 500 metri**, rocce modellate dall'acqua, silenzi assoluti. Geologia spettacolare, microclima unico al fondo della gola. Un'esperienza che lascia senza parole.

Consigli pratici

Partire al mattino e portare torcia per esplorare i tratti più ombrosi. Dislivelli importanti. Stagione: primavera-autunno (estate troppo calda nelle zone basse). Accesso da Urzulei o Dorgali. Guide locali consigliate.

3

Selvaggio Blu: Trekking estremo del Golfo di Orosei

difficile
Falesie calcaree e calette del Selvaggio Blu sul Golfo di Orosei

📍 Localizzazione : Golfo di Orosei, da Pedra Longa a Cala Sisine (NU)

Caratteristiche

Lunghezza
circa 40 km
Durata
4-6 giorni
Difficoltà
molto elevata
Highlight
il più difficile d'Italia

Cosa si vede

Il trekking più famoso e impegnativo della Sardegna, spesso definito **il più difficile d'Italia**. Un alternarsi continuo di falesie, calette raggiungibili solo a piedi, panorami infiniti sul mare. Bivacco sulle scogliere, esperienza primordiale di natura selvaggia.

Consigli pratici

**Da fare solo con guide esperte e ottima preparazione fisica**. Richiede uso di corde in alcuni tratti. Stagione: maggio-giugno e settembre-ottobre. Prenotazione obbligatoria di guide specializzate, prezzo significativo ma esperienza unica al mondo.

4

Punta La Marmora: Gennargentu

difficile
Vetta più alta della Sardegna a 1.834 m sul Gennargentu

📍 Localizzazione : Gennargentu, Desulo (NU)

Caratteristiche

Lunghezza
~18 km A/R
Quota
1.834 m (vetta più alta)
Difficoltà
alta
Stagione
estate, inverno con neve

Cosa si vede

La **vetta più alta della Sardegna** a 1.834 metri. Paesaggi montani unici, con vedute a 360 gradi sull'isola. **Mufloni e cervi sardi** (specie endemica) avvistabili nelle praterie del Gennargentu. Sensazione di vastità rara nell'arco mediterraneo.

Consigli pratici

Partire presto. In estate portare protezione solare massima. In inverno verificare la presenza di neve (possibile fino ad aprile). Stagione: maggio-ottobre. Accesso da Desulo o Fonni. Salite lunghe ma non tecnicamente difficili.

5

Supramonte di Orgosolo

medio
Altipiani calcarei del Supramonte di Orgosolo in Sardegna

📍 Localizzazione : Supramonte, Orgosolo, Barbagia (NU)

Caratteristiche

Lunghezza
12 km circa
Difficoltà
medio
Ambiente
altipiani calcarei, grotte
Highlight
murales di Orgosolo

Cosa si vede

Montagna che unisce natura selvaggia e cultura pastorale. **Altipiani calcarei**, grotte, **antichi ovili in pietra (pinnetus)**, panorami sulla Barbagia. **Murales di Orgosolo** che raccontano la storia sociale e politica della Sardegna del '900.

Consigli pratici

Escursione che racconta anche la storia della Barbagia. Combinabile con visita ai murales di Orgosolo (borgo famoso a livello internazionale). Stagione: primavera-autunno. Accesso da Orgosolo o Oliena. Pernottamento consigliato in agriturismi della Barbagia.

Altri sentieri da scoprire in Sardegna

Per chi cerca alternative, segnaliamo il Monte Limbara nel cuore della Gallura, massiccio granitico con viste fino alla Corsica (10-20 km vari, medio). Perda ‘e Liana: imponente torre calcarea simbolo dell’Ogliastra (5 km medio-facile, perfetto per famiglie abituate a camminare).

Il Cammino delle 100 Torri è il più lungo trekking costiero d’Italia, oltre 1.200 km in 70 tappe che abbracciano tutta l’isola: torri aragonesi, dune, spiagge incontaminate, stagni costieri con fenicotteri. La Cascata Muru Mannu nel Sulcis è la cascata più alta della Sardegna (salto di 70 m, ~7 km medio).

La Valle della Luna a Capo Testa offre un paesaggio quasi lunare scolpito dal vento (4 km facile, perfetto al tramonto). Per chi ama la natura: Monte Arcosu (la più grande riserva WWF d’Italia), Capo Carbonara (trekking costiero), Monte Ortobene a Nuoro (breve salita amata da Grazia Deledda), Foresta di Montarbu (ombreggiata, ideale d’estate), Baunei e Cala Mariolu.

Informazioni pratiche per il trekking in Sardegna

Come arrivare e trasporti

Aeroporti principali: Cagliari, Olbia, Alghero. Per molti sentieri è indispensabile l’auto per raggiungere i punti di partenza, soprattutto per il Supramonte, il Gennargentu e il Selvaggio Blu. Per Cala Goloritzé: accesso da Baunei. Per il Gennargentu: da Desulo o Fonni. Per la Gola di Gorropu: da Urzulei o Dorgali. Per il Selvaggio Blu: punto di partenza Pedra Longa (Baunei).

Dove dormire e rifugi

Rifugi di montagna nel Gennargentu e nel Supramonte. Agriturismi e B&B diffusi nei borghi, ideali per combinare ospitalità e cucina tipica sarda. Per il Selvaggio Blu: bivacco sulle scogliere o accampamenti organizzati dalle guide. Per la Barbagia: agriturismi di Orgosolo, Mamoiada, Oliena. Per la costa: B&B a Cala Gonone, Santa Maria Navarrese.

Sicurezza e segnaletica

Scarponi da trekking obbligatori, bastoncini consigliati nei percorsi più ripidi. Portare sempre acqua (in estate indispensabile, almeno 2-3 L). Alcuni sentieri non sono ben segnalati: meglio avere mappe offline o GPS. Il Soccorso Alpino e Speleologico Sardo è attivo sul 118 (o numero unico 112). Per il Selvaggio Blu e Gorropu: guide esperte indispensabili per i tratti più tecnici.

Consigli per preparare il tuo trek

Equipaggiamento essenziale

Allenamento adeguato: percorsi come Selvaggio Blu o Punta La Marmora richiedono preparazione fisica significativa. Attrezzatura tecnica: giacca antivento, cappello, occhiali da sole, zaino leggero. Per il Selvaggio Blu: scarpe da approach con grip eccellente, casco e imbragatura per i passaggi attrezzati (forniti dalle guide). Per Gorropu: scarpe robuste, torcia, acqua abbondante.

Unire cultura e natura

Lungo i cammini si incontrano nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas e borghi pittoreschi. La Sardegna è un’archeologia all’aperto unica al mondo. Gustare la tradizione: non perdere pane carasau, porceddu, pecorino sardo DOP e vini locali (Cannonau, Vermentino di Gallura DOCG). Il trekking sardo è sport, cultura e gastronomia in un’unica esperienza.

Rispetto dell’ambiente

Portare via i rifiuti, non disturbare gli animali (mufloni, cervi sardi, cinghiali), restare sui sentieri. Il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu è la più grande area protetta della Sardegna. La fauna include mufloni, aquile reali, falchi della regina (specie endemica), oltre a una flora mediterranea unica con macchia rigogliosa. Rispetto delle aree protette WWF (Monte Arcosu).

Quando andare: la stagionalità del trekking in Sardegna

In primavera (aprile-giugno) tutti i sentieri sono accessibili, fioriture spettacolari del mirto e della macchia mediterranea, mare già balneabile da maggio per Cala Goloritzé. È la stagione regina. L’estate (luglio-agosto) è perfetta solo in quota (Gennargentu, Supramonte) o su sentieri brevi costieri all’alba; le calette si raggiungono solo in barca per la folla. L’autunno (settembre-ottobre) è eccellente: temperature miti, mare ancora caldo, sentieri liberi, Selvaggio Blu nel periodo ottimale. In inverno (novembre-marzo), possibili escursioni innevate sul Gennargentu (Punta La Marmora), sentieri costieri restano accessibili con clima mite.

Conclusione: trekking in Sardegna, la tua prossima avventura

Il trekking in Sardegna è un viaggio che va oltre l’escursionismo: è un’esperienza che unisce natura selvaggia, storia millenaria e cultura viva. Dai canyon del Supramonte alle spiagge del Golfo di Orosei, dalle montagne del Gennargentu ai lunghi cammini costieri, ogni passo regala emozioni indimenticabili. Che cerchiate una passeggiata panoramica o una sfida estrema, la Sardegna saprà sorprendervi e restare nel cuore. Scegliete l’itinerario adatto alla vostra esperienza e lasciatevi conquistare. Buon cammino.

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per il trekking in Sardegna?

Primavera (aprile-giugno) e autunno (settembre-ottobre) per clima e colori. Estate solo in montagna o su sentieri costieri brevi. In inverno possibili escursioni innevate sul Gennargentu.

Ci sono percorsi adatti alle famiglie?

Sì. Valle della Luna (Capo Testa), Perda 'e Liana, Monte Ortobene a Nuoro e brevi tratti della Costa Smeralda sono ideali per famiglie con bambini, con dislivelli contenuti.

Il Selvaggio Blu è per tutti?

No. È un percorso tecnico e impegnativo, spesso definito il più difficile d'Italia, da affrontare solo con guide esperte. Richiede uso di corde e ottima preparazione fisica per 4-6 giorni di trekking.

Serve attrezzatura particolare in Sardegna?

Scarponi da trekking, zaino, acqua abbondante, abbigliamento a strati, bastoncini. Per i percorsi più lunghi come il Selvaggio Blu o il Cammino delle 100 Torri: tenda o rifugi prenotati, e per il Selvaggio anche corde.

È possibile unire trekking e cultura?

Sì. I sentieri attraversano siti archeologici (nuraghi, domus de janas, tombe dei giganti), borghi storici e ovili pastorali millenari. Il Supramonte di Orgosolo aggiunge la cultura della Barbagia.

Si può fare trekking in Sardegna in inverno?

Sì, soprattutto nel Gennargentu e nelle montagne interne, con condizioni meteo favorevoli. I sentieri costieri restano accessibili tutto l'anno con clima mediterraneo mite.